Sepolti vivi: leggenda o verità?

La paura di essere sepolti vivi ha un nome scientifico: tafofobia da taphos ( in greco, sepolcro) e fu descritto per la prima volta nel 1891 dallo psichiatra Enrico Morselli.



E' una forma estrema di claustrofobia e una delle personalità più celebri che ne furono affette fu il grande scrittore dell'orrore Edgar Allan Poe ( ovviamente) il quale la sublimò in molti terrificanti racconti tra cui La Morte Prematura, Il Crollo della Casa degli Usher o il Barile di Amontillado.

Ma ne scrissero anche Ambrose Bierce, Theophile Gautier, Gustave Flaubert, Emile Zolà, Ruyard Kipling, Edith Wharton, Cesare Donati, Gustav Meyrink, Guy De Maupassant, Clark Ashton Smith e Robert Bloch.
E molti altri perchè, diciamolo, chi per una volta nella vita non ha pensato all'orrore di risvegliarsi in una bara?

Burial di A. Wiertz
Nell'epoca vittoriana, caratterizzata da una particolare morbosità riguardo alla morte, agli spiriti e via dicendo ebbe molta risonanza la storia di Bloody Mary, una delle leggende metropolitane più note.
Mary, durante una delle numerose epidemie dell'epoca, fu colpita dalla difterite, venne creduta morta e sepolta; la madre però, che non si rassegnava alla sua perdita, legò un filo al polso della ragazza, collegato a un campanello. E in effetti la ragazza si risvegliò, suonò a lungo ma a causa di un temporale il suono della campanella non giunse alle orecchie di nessuno.
Mary suonò e strattonò così a lungo che divelse il campanello, prima di morire asfissiata. La mattina dopo fu chiaro che era successo qualcosa in quella tomba e quando la bara venne aperta i genitori si trovarono di fronte alla terrificante visione della figlia e del suo volto sfigurato dall'orrore, le mani sanguinanti con le unghie scarnificate fino all'osso nel tentativo di uscire dal suo sepolcro.
Ovviamente Mary non la prese proprio bene e il suo fantasma infestò le notti della sua famiglia in cerca di vendetta, e di chiunque osasse richiamarla con strani riti attraverso uno specchio... ma qui entriamo nel campo delle favole e lascio a voi crederci o meno ;)


Non credo che aver dato un nome a un cocktail un po' inutile abbia placato la sua ira. Voi che ne pensate?

Nel passato, quando la scienza e la medicina non erano ancora sviluppate e poco si conosceva del funzionamento del cuore e del corpo umano, poteva capitare, e anche con una certa frequenza, che venissero date per morte persone che non lo erano... per evitare risvegli traumatici e spiegazioni imbarazzanti ai parenti dei non-defunti divenne così pratica abituale "verificare" la morte pungendo o tagliando le piante dei piedi, mettere insetti sul volto o versare urina o bevande calde.

Qualcuno pensò bene di munire le bare di campanelli di emergenza con il quale il non-morto poteva avvisare che forse sarebbe stato meglio aprire al più presto la bara!
Il progetto, del 1868, è di Franz Wester.
Si narra che il detto "essere salvati dalla campanella" derivi proprio da questa bizzarra invenzione!

Ci fu chi andò oltre e ideò per se stesso una bara a prova di sicurezza: il duca Ferdinando di Brunswick, evidentemente ossessionato dall'idea di restare sepolto vivo, si fece costruire una bara con tubi per l'aria, sportelli apribili dall'interno corredati di chiavi per poter uscire agevolmente sia dalla bara che dal cimitero. Insomma aveva pensato davvero a tutto!


In medicina la cosiddetta "Sindrome di Lazzaro" è considerata rara ma non impossibile, anche ai giorni nostri: per quello esistono delle procedure di sicurezza nel caso di morte cerebrale o arresto cardiaco per scongiurare l'eventualità che il defunto si risvegli facendo morire di paura qualcun'altro!
Statisticamente però la maggior parte delle persone che si risvegliano spesso muoiono, stavolta definitivamente, poco dopo.
Per i super curiosi ecco un articolo scientificamente ineccepibile relativo alle "morti apparenti" (



link).



Ci fu pure chi per testare e garantire la sicurezza delle proprie bare si fece seppellire vivo più volte: Adolf Gutsmuth, nel 1822, che pranzò e cenò comodamente disteso all'interno della sua confortevole bara con cibo consegnato direttamente attraverso un tubo: insomma un delivero estremo!

Ma progetti incredibilmente assurdi o ingenui si susseguirono nel corso del tempo, fino ai giorni nostri dove una tomba super tecnologica può arrivare a costare fino 30.000 dollari ( ben spesi, direi io!) a dimostrazione che quella della tafofobia resta una delle paure inconsce più potenti.




Anche il cinema ha trattato questo tema con pellicole che definire ansiogene è un eufemismo: Buried del 2010, è interamente girato al'interno di una bara con un unico protagonista, Ryan Reynolds che cerca di sfruttare ogni mezzo a sua disposizione per uscirne vivo... e senza campanelli di sicurezza!
E tutti ricorderete la scena epica con Uma Thurman in Kill Bill 2 nella quale viene sepolta viva: la sua salvezza saranno le tecniche imparate dal maestro Pai Mei.

Comunque, in qualsiasi modo la pensiate voi, io mi faccio cremare... e tanti saluti!






Nessun commento